Innalzamento dei mari: in America siti archeologici a rischio.

Anche alcuni siti archeologici americani sono minacciati dall'innalzamento dei mari. L'allarme è stato lanciato da un'analisi dell'Università del Tennessee apparsa su Plos One. Sarebbero ben 13 mila i siti archeologici a rischio entro la fine del secolo: si trovano lungo la costa sud-orientale statunitense. E non si tratta di luoghi secondari dal momento che per la loro importanza culturale sono stati inseriti nel registro nazionale americano dei luoghi storici. Secondo i ricercatori potrebbero infatti essere sommersi nel caso si verificasse l'innalzamento di un metro del livello del mare. Come ha spiegato all'agenzia Ansa David George Anderson, uno degli autori di questa ricerca, in alcuni di questi luoghi hanno vissuto i primi coloni od i Nativi americani. Tra i luoghi a rischio scomparsa ci sono Jamestown, il Kennedy Space Center o Charleston. Basterebbe anche un innalzamento del livello del mare, da uno a tre metri, per metterli seriamente in pericolo. I ricercatori hanno quindi suggerito di inserire anche il patrimonio storico-culturale nei piani di mitigazione dell'impatto dell'innalzamento dei mari. Già l'anno scorso il giornale scientifico Nature Climate Change aveva ipotizzato che il numero delle vittime potenziali potrebbe essere di tre volte superiore rispetto alle stime attuali che sembrano infatti non tenere debitamente contro della crescita della popolazione. Questo studio ipotizzava un aumento dell'innalzamento dei mari di almeno 90 centimetri. In Florida ad esempio sarebbe a rischio la metà della popolazione ed in pericolo sarebbe un altro 20% che si trova nella parte sudorientale degli Stati Uniti. Se l'innalzamento dei mari raggiungesse entro il 2100 i 180 centimetri un milione di persone in California, a New York o nel New Jersey dovrebbero trasferirsi altrove. Lo studio prevedeva anche il possibile costo di una migrazione di massa di questo tipo, circa 14.000 miliardi di dollari. Mathew E. Hauer, uno degli autori, ha spiegato al New York Time che “potremmo assistere ad una migrazione su larga scala se non cerchiamo di contrastare l’innalzamento del livello del mare”. Nonostante tutti questi allarmi la sensazione è che non si faccia davvero abbastanza per contenere questi rischi. Nel 2015 altri ricercatori avevano esaminato la situazione di 40 parchi in diversi Stati  tra quelli minacciati dall'innalzamento del livello del mare. Alcuni di questi luoghi già soffrono a causa dei danni provocati da erosioni e tempeste. Circa un terzo dei parchi analizzati è destinato a subire gravi conseguenze con una spesa di oltre 40 miliardi per i danni subiti alle infrastrutture ed ai siti culturali e storici. In Italia inutile dire che perderemmo Venezia, la costa pianeggiante dell’Adriatico (Comacchio, Ferrara, etc.) gran parte delle falde acquifere costiere etc.. Il problema non sembra però all’attenzione dei nostri Governi. Anche qui chi dovrebbe intervenire per tempo probabilmente spera che qualche altra Nazione penserà a mettere in sicurezza le nostre coste…forse la Francia di Macron?








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