Cambiamenti climatici e emergenza sanitaria

I drastici cambiamenti climatici in atto non rappresentano solo una questione legata ai danni subiti dagli ecosistemi ma rischia di diventare anche un grande problema di sanità pubblica tanto da essere definita “emergenza sanitaria globale incombente”. Un durissimo allarme quello lanciato da un rapporto pubblicato su Lancet e redatto dai ricercatori di numerosi atenei con la partecipazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'Organizzazione meteorologica mondiale e la Banca Mondiale. Secondo il rapporto, che ha esaminato 40 indicatori per monitorare gli impatti dei cambiamenti climatici sulla salute globale, la salute di milioni di persone nel mondo sarebbe già seriamente compromessa, esponendoli ad esempio a pericolose ondate di calore od eventi meteorologici estremi, come abbiamo visto in Italia anche nei mesi scorsi. Questo tipo di eventi sono aumentati infatti nel mondo del 46%  tra il 2000 ed il 2013.  Il riscaldamento globale sarebbe anche responsabile della diffusione di malattie infettive come la febbre Dengue: la capacità di trasmissione di due zanzare vettore (la Aedes aegypti e la Aedes albopictus) è aumentata dagli anni '50 ad oggi rispettivamente del 9,5% e dell'11,1%  con incrementi dal 1990 del 3% e del 5,9% Queste zanzare infatti vanno a nozze con l'aumento delle temperature grazie a condizioni climatiche a loro più favorevoli.

Nel periodo 2000-2015  il numero di persone  nella fascia d'età considerata vulnerabile (oltre 65 anni) esposta alle ondate di calore è passata da 125 a 175 milioni, picco raggiunto nel 2015. Un aumento vertiginoso collegato al contemporaneo aumento nello stesso periodo della temperatura che ha registrato un +0,9 gradi nelle aree più densamente popolate. Il doppio della media globale.
L'ondata di caldo eccezionale ha anche comportato un calo di produttività dei lavoratori rurali: gli agricoltori hanno avuto tra il 2000 ed il 2016 un calo medio del 5,3% ascrivibile proprio all'aumento delle temperature.  Secondo i ricercatori per un ogni aumento di un grado centigrado della temperature corrisponde un calo del 6% nella resa di grano e del 10% nella resa del riso. Questo ha determinato nel periodo 1990-2016  l'aumento di 24 milioni di  persone sottonutrite nei 30 Paesi più esposti ai cambiamenti climatici.


Per la fine del secolo potrebbero diventare un miliardo le persone a rischio migrazione come conseguenza dei mutamenti climatici. Secondo Anthony Costetto, direttore dell'Oms, l'impatto sanitario dovuto a fattori ambientali è già molto marcato ed occorre un cambio di passo dei governi e soprattutto un'azione urgente per tagliare le emissioni di gas serra. La voce dell’Italia è praticamente assente. Dovremmo prendere l’iniziativa almeno a livello delle regione Mediterranea.










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