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Bonn - Conferenza Onu sul clima

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Bonn - Conferenza Onu sul climadi Ammiraglio Giuseppe de Giorgi
Nelle scorse settimane si è chiusa a Bonn la conferenza Onu sul clima, la cosiddetta Cop23. Tavoli tecnici e negoziati si sono susseguiti per cercare di applicare l’accordo parigino del 2015. Forse si è trattato di un’occasione persa nel senso che ...

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Il Tar stoppa la centrale eolica di Gela

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Non si farà la centrale eolica che doveva sorgere a due miglia dalla costa nel golfo di Gela. Il Tar siciliano ha infatti dichiarato illegittima l'autorizzazione che era stata concessa nel 2013 dal ministero dell'Ambiente. Si trattava di una centrale eolica offshore di 137 Mw. L'autorizzazione era stata concessa alla società Mediterranean Wind Offshore e prevedeva la realizzazione sul fondale di ben 38 turbine con una altezza dalla parte emersa di 80 metri e un diametro del rotore di 113 metri. Gli aerogeneratori sarebbero stati visibili anche a molti chilometri di distanza.
Il Tar ha accolto quasi in toto le richieste formulate dalle associazioni ambientaliste e culturali del territorio, nonché dai proprietari delCastello di Falconara, dove era prevista la realizzazione dell’impianto. 
I giudici amministrativi hanno sottolineato la presenza nella valutazione di impatto ambientale di alcuni difetti di istruttoria. Si tratta di una sentenza piuttosto innovativa che ha incluso…

Innalzamento dei mari: in America siti archeologici a rischio.

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Anche alcuni siti archeologici americani sono minacciati dall'innalzamento dei mari. L'allarme è stato lanciato da un'analisi dell'Università del Tennessee apparsa su Plos One. Sarebbero ben 13 mila i siti archeologici a rischio entro la fine del secolo: si trovano lungo la costa sud-orientale statunitense. E non si tratta di luoghi secondari dal momento che per la loro importanza culturale sono stati inseriti nel registro nazionale americano dei luoghi storici. Secondo i ricercatori potrebbero infatti essere sommersi nel caso si verificasse l'innalzamento di un metro del livello del mare. Come ha spiegato all'agenzia Ansa David George Anderson, uno degli autori di questa ricerca, in alcuni di questi luoghi hanno vissuto i primi coloni od i Nativi americani. Tra i luoghi a rischio scomparsa ci sono Jamestown, il Kennedy Space Center o Charleston. Basterebbe anche un innalzamento del livello del mare, da uno a tre metri, per metterli seriamente in pericolo. I ri…

Crisi del porto di Cagliari

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Crisi del porto di Cagliaridi Ammiraglio Giuseppe de Giorgi
Sta crollando il trasporto delle merci al porto canale cagliaritano di Macchiareddu. Secondo i dati ufficiali riportati da Eurokai (al cui interno figura anche Contship Italia) il calo è stato del 28% confrontando i primi nove mesi del 2016 ...

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Il grave problema ambientale del Mediterraneo

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Le spiagge italiane sono invase da vari tipi di rifiuti ma il più diffuso sembra essere il cottonfioc. Ne vengono stimati addirittura 100 milioni di pezzi sparsi un po' ovunque. Il dato arriva dall'Enea, Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, ed è stato presentato al worskhop "Marine litter: da emergenza ambientale a potenziale risorsa".Come prima analisi c'è da considerare che la plastica in generale la fa purtroppo da padrona rappresentando oltre l'ottanta per cento dei rifiuti che vengono raccolti sulle spiagge italiane. E come abbiamo già visto in altri articoli, la plastica è un vero e proprio killer per l'ecosistema marino ma anche per la salute umana. A destare particolare attenzione sono le microplastiche inferiori ai cinque millimetri che riescono a superare indenni l'ostacolo degli impianti di depurazione delle acque reflue. I frammenti di plastica, originati dalla degradazione delle pla…

Attacchi informatici alle navi

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Attacchi informatici alle navidi Ammiraglio Giuseppe de Giorgi
Possono bastare 10 minuti per hackerare il sistema informatico di una nave. La dimostrazione è stata fornita sul momento, durante il convegno “Le rotte digitali del trasporto - IoT e big data: opportunità e rischi della digital trasformation”

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Colorante fluorescente per la caccia alle microplastiche negli oceani

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Arriva un importante aiuto per aiutare ad individuare le microplastiche che si trovano nascoste negli oceani e che spesso non vengono rilevate dai metodi disponibili attualmente rappresentando un certo limite allo studio sul loro impatto e sulla loro effettiva presenza in mare. Per colmare questo gap ci ha pensato un gruppo di scienziati britannici che hanno pensato si sfruttare un particolare colorante fluorescente. Un metodo innovativo ed anche particolarmente vantaggioso per essere poco costoso quello che arriva dall'Università di Warwick e pubblicato sulla rivista Environmental Science & Technology.Con questo sistema si riesce infatti ad individuare particelle di plastica di circa 20 micrometri, più o meno del diametro di un capello umano. Si tratta di un passo in avanti gigantesco dal momento che solo una piccolissima parte della plastica che si trova negli oceani veniva finora rilevata con accuratezza. Ma come funziona questo colorante? Semplicemente riesce a legarsi all…